Domande Frequenti

La carie dentale continua a essere la singola malattia cronica più comune nell’infanzia e una delle patologie più diffuse nel mondo. In Italia, secondo indagini condotte di recente, riguarda il 22% dei bambini a 4 anni e circa il 44% a 12. In generale, nei Paesi industrializzati, la carie appare in diminuizione tra i 6-19 anni di età, ma è in aumento tra i bambini più piccoli: 2-5 anni. Perché si formi una carie devono essere presenti tutti e tre i fattori: 1. un dente che si demineralizza facilmente; 2. zuccheri introdotti con la dieta; 3. specifici batteri. Il primo fattore non è modificabile, ma basta intervenire anche su uno solo degli altri due, alimentazione e igiene, e la carie non si manifesta. Il più semplice da ridurre è il terzo, cioè i batteri sempre presenti anche nella cavità orale di un bimbo (solo alla nascita è sterile). La prevenzione primaria per la fascia di età 2-5 anni, può e deve essere svolta innanzitutto dalla mamma, poi anche da papà, nonni e altre figure.

Intanto perché lo smalto impiega più tempo a formarsi e si demineralizza più facilmente. Ma c’è una responsabilità dei genitori, che spesso iniziano a pulire i denti ai propri figli solo dopo i due-tre anni o comunque non li lavano correttamente. E certo non aiuta l’alimentazione ricca di zuccheri, con un consumo frequente di snack, caramelle e cioccolatini. Cariogeno anche l’uso prolungato del biberon contenente sostanze zuccherate, specie se assunte nelle ore notturne, quando si riduce il flusso salivare (che ha una importante funzione di autodetersione).

Una garza, inumidita di soluzione fisiologica (Digital Brush Fisiologica, disponibile Febbraio 2013) è un mezzo molto semplice ma estremamente efficace per rimuovere batteri dalla bocca di un neonato. Al centro della garza aperta, si mette l’indice della mano, avvolgendolo. Quindi si passa delicatamente sulle mucose del bebè che ancora non ha i denti da latte. L’operazione non è per nulla traumatica e riduce il numero dei batteri in modo efficace.

Tutti gli spazi interdentali delle arcate dentali, devono essere puliti una volta al giorno, preferibilmente dopo cena, perche’ e’ proprio di notte che i batteri sono particolarmente attivi.
Meglio effettuare la pulizia interdentale prima di spazzolarsi con il normale spazzolino, primo perche’ eventuali rimasugli di placca spinti fuori dagli spazi interdentali potrebbero depositarsi nuovamente sulle superfici dei denti e delle gengive, e poi perche’ negli spazi liberi dallo sporco potra’ comodamente arrivare il fluoro contenuto nel dentifricio.

Un lieve sanguinamento gengivale e piccoli stimoli dolorosi, possono capitare per chi non ha mai utilizzato gli scovolini; Se vi troverete in questa situazione, raccomandiamo di continuare ad usare lo scovolino, magari prestando piu’ attenzione alla forza esercitata: noterete che nel giro di pochi giorni le gengive saranno a posto, anzi piu’ forti e vitali di prima, questo perche’ avendo eliminato il fattore scatenante delle infiammazioni gengivali, la placca, le gengive staranno meglio,il dolore scomparirà e anche la sensibilita’ dentale in quei punti.
Resta come sempre inteso che se passate 2 settimane non riscontrerete alcun miglioramento, sara’ necessario sottoporvi ad una visita dal dentista.

Per scegliere lo scovolino interdentale piu’ adatto alle vostre esigenze, dovete osservare attentamente i vostri denti e stimare approssimativamente quanto sono larghi gli spazi dentali, poi considerare che lo scovolino deve penetrare dolcemente lo spazio interdentale, senza creare contatto tra i denti e l’anima metallica, e deve avere sufficiente spazio per consentire alle setole di stendersi e detergere gli spazi e le superfici laterali dei denti.

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